Melancholia

Foligno

Melancholia

La storia dei Melancholia Benedetta e Fabio si conoscono a luglio del 2015. Parlando del più e del meno seduti al tavolino di un bar, i due scoprono di avere una passione in comune: LA MUSICA. Fabio suona il pianoforte da tanti anni e Benedetta dopo un lungo blocco psicologico decide di ricominciare a cantare. I due ragazzi decidono quindi di cominciare a coltivare insieme la loro passione. Iniziano provando nel salotto di casa di Benedetta e nel corridoio di casa di Fabio, solo piano e voce. Caricano una cover su Facebook e a Benedetta arriva un messaggio da Filippo, una sua vecchia conoscenza tra parrocchia e scuole medie. Filippo suona la chitarra e Benedetta gli propone di provare a suonare con lei e Fabio. Nasce così, senza pretese, quasi per gioco, il cammino del gruppo. A dicembre 2015 i tre ragazzi si convincono di voler fare sul serio: si costruiscono una piccola sala prove che tuttora usano quasi tutte le sere. Cominciano ad investire tempo e risorse, ottenendo le prime soddisfazioni, con i primi due live a marzo e aprile 2016. L'insegnante di canto di Benedetta gli fa sapere di un contest per band e solisti, al quale il gruppo decide di partecipare, senza grandi aspettative. Arriva invece la vittoria al concorso, con un videoclip come premio. È da qui che sono inziate le cose serie: la conoscenza col pianista Maurizio Mastrini ha permesso ai ragazzi di iniziare a registrare il loro primo singolo all'Urban e di andare addirittura a Dublino per girare il video di questa canzone, Black Hole. Ora i Melancholia sono pronti a lanciarsi nel vuoto con il loro progetto. Il loro obiettivo è quello di concludere l'anno con un EP di sei tracce. Il genere che prediligono è il rock elettronico con contaminazioni rap. Il loro è un sound malinconico e i loro testi parlano di quanto sia duro e faticoso stare al mondo. Lo stesso nome del gruppo riflette queste caratteristiche. La parola greca melancholia è formata da due componenti: melas che significa nera e cholia che significa bile. La bile nera è uno dei quattro umori studiati da ippocrate che rappresenta uno stato di eterna depressione e tristezza, una malattia incurabile. I simboli del gruppo sono tre pianeti: Urano che rappresenta Benedetta, Marte che rappresenta Filippo e giove che rappresenta Fabio.

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